Un mese interessante, l’ottobre che stiamo vivendo, con molte belle degustazioni e convegni di ottimo valore delle quali vi racconteremo nel prossimo numero di NWJ.
Ma non tutte le manifestazioni sono utili o belle, e nemmeno bene organizzate.
Piaccia o no, le nostre aziende dovranno iniziare a centellinare gli investimenti, di tempo e denaro, perché partecipare a tutto il bailamme degustatorio nazionale non è possibile. Sempre i soliti banchi d’assaggio, sempre i soliti esperti che magari di giorno sono anche dei degnissimi impiegati alle poste o altrove, ma alla fine i costi per le nostre aziende restano alti. Tra i campioni e il loro invio, la presenza, il pernottamento e il viaggio, e non ultimo il costo di adesione, data la qualità di molte di queste manifestazioni non si giustifica il costo che le nostre aziende, dalle risorse limitate, debbano affrontare. Che senso ha organizzare un convegno sul marketing se poi in sala ci sono circa venticinque persone? E che senso ha organizzare l’ennesima manifestazione sui vitigni autoctoni della durata di tre giorni solo per avere banchi d’assaggio e mangiate gratis? Dulcis in fundo, questo mese ho anche assistito a una degustazione nella quale si diceva che il vino Bonarda è prodotto con l’uva dello stesso nome (non lo è.) E poi mi chiedono perché non amo partecipare, e non partecipo, a molte manifestazioni: semplice, sono un grandissima perdita di tempo.
Molto interessanti invece, e anche utili, alcuni nuovi studi sugli effetti salustistici del vino che ci danno ulteriori nuove nformazioni e conoscenze su un argomento che dovrebe stare a cuore di tutti. Come ad esempio le possibili funzioni beenfiche che il resveratrolo svolge in chiave ossidante, e non antiossidante, una vera rivoluzione per chi segue questi argomenti da tempo. Una sorta di Mitriadizzazione delle sostanze coinvolte, un concetto molto complesso ma da approfondir, e parecchio. Del resto, che il resveratrolo non fosse un antiossidante, come purtroppo scritto ancora oggi da più parti, lo si sapeva da tempo (al massimo è da considerare un antiossidante indiretto) ma certo colpisce, e non poco, realizzare quanto poco ancora ne sappiamo sugli esatti meccanismi alla base di “vino e salute” anche dopo quindici anni circa di studi ininterrotti sull’argomento. Non posso, non possiamo, che auguraci un continuo e sempre più approfondito e proficuo cimentarsi da parte degli studiosi di tuto il mondo alla scoperat delle radici dell’importante ruolo svolto da un consumeo regolare e moderato del vino per la buona salute di tutti.
In questo numero di NWJ, una bella degustazione orizzontale di Brunello, come anche una di vini canadesi. Non perdetevi inoltre la seconda parte del viaggio a Napa di Livia, e la descrizione di Vinoculti, una manifestazione di vino che a differenza di altre vale davvero la pena seguire.