Giugno

A guardare le vicende politiche burocratiche del vino italiano sembra di essere in piena fase di “Rinascimento vinicolo”; non passa mese che non spunti fuori qualche nuova DOC o addirittura DOCG, rispettivamente giunte a circa 350 le prime e circa 60 le seconde, impossibile poi non notare, essendo il NWJ prevalentemente romano, le ultime arrivate in ordine di tempo, Frascati Superiore e Cannellino DOCG e Roma DOC, a cui ogni commento in merito credo sia francamente superfluo, chissà che forse vedremo presto un bel vigneto al Circo Massimo…

Immancabile poi in queste celebrazioni il solito comunicato trionfalistico e la mia curiosità che inevitabilmente si sofferma su alcune parole che non mancano mai in situazioni del genere: eccellenza del vino italiano e qualità.

Dell’ inutilità e confusione che regna nella classificazione del vino in Italia è cosa nota da tempo, mi verrebbe da chiedere a questo punto a certi politicanti cosa intendiamo per eccellenza e per vino di qualità, dato che secondo il loro modo di agire sembra quasi che basti creare dal nulla una nuova denominazione o aggiungere una G alla DOC preesistente per far si che magicamente tutti i problemi vengano risolti. Bisogna capire che mettere sullo stesso livello qualitativo denominazioni quali Barolo, Brunello e con tutto il rispetto Pieve Malanotte Colli Euganei o Albana di Romagna (ma ce ne potrebbero essere molte altre) non fornisce alcun servizio al consumatore finale medio, che poco si interessa di certe sigle, oltre che creare discredito e ilarità nei confronti di tutto il sistema legislativo del vino italiano.

A questo punto sarebbe meglio azzerare tutto e ripartire dal Sassicaia Vino da Tavola.

Nel numero di Giugno del New Wine Journal vi presento subito Eva Kottrova, la nostra new entry, che nella sua rubrica Sentieri Est-Ovest ci porta in questo primo articolo, che sono sicuro apprezzerete, alla scoperta di Chàteau Belà in Slovacchia. In apertura una verticale da brivido del Brunello di Montalcino di Col d’Orcia in magnum raccontata da Ian D’ Agata; Luciano Pavesio ci fa un resoconto sugli assaggi piemontesi durante la settimana del Nebbiolo Prima. Giuseppe Picconi ci racconta di una degustazione molto interessante tenutasi alla RIWS con l’enologo Lorenzo Landi e alcuni dei vini da lui seguiti, mentre scendendo a sud, la nostra Livia Belardelli ci porta alla scoperta dell’Etna con Barone di Villagrande. Doppio sforzo per l’ottimo Michele Longo che ci racconta dell’interessante rassegna del Golden Gavi tenutasi durante il fine settimana del 9 e 10 Maggio scorso su iniziativa di dieci produttori del territorio decisi a valorizzare al massimo il vitigno Cortese, molto popolare negli anni ’80 anche se con un diverso concetto di qualità rispetto ad oggi, mentre per la sua solita Terra e Tradizione abbiamo l’intervista a Pio Boffa della Pio Cesare. Torna Antonio Di Spirito con Viticoltura e Vini ed un bell’approfondimento sull’Asprinio di Aversa ed in chiusura si parla di Aglianico e vi porto dopo qualche tempo di mia assenza da quei luoghi, nella bellissima terra del Vulture per cercare di capire a che punto sia la crescita di questo territorio che ritengo molto importante per la vitivinicoltura italiana.

 

Buona lettura!

Luca Azzellino